Essi ritornano alla loro Terra
Ormai è finita , per il blog inteso come appuntamento regolare. E’ diventato irregolare e per questo molto più significativo. Un episodio vale la lettura proprio in ragione della sua rarità. Molto meglio così che annegarlo in una serie infinita di cazzate “tanto per postare”.
In questi giorni il mio intelletto sovrasollecitato è in pieno superlavoro. Così nei momenti di pausa si dedica alla fantasia. La fantasia aumentata. A causa del lavoro mi tocca lavorare da casa questi giorni , e la riflessione sul telelavoro si è saldata con altre cose (i mondi virtuali, la telepresenza, perfino il teletrasporto). Perchè da questa seggiola un momento prima accendo una luce a Berlino e quello dopo sono nel New Jersy a dare un ritocchino qua e uno là , per finire mi trovo a Madrid per scrivere un po’ di documentazione. Insomma viaggio senza muovermi. Allora mi sono immaginato un mondo futuro dove per viaggiare mi basterà chiudere gli occhi (o indossare gli occhiali), e sarò dentro una specie di Internet 3D da dove potrò andare dove mi pare e fare quello che mi pare. Al posto dei siti ci saranno dei posti virtuali , tipo non so il Palazzo della Banca o il Bowling (dove incontrare amici). Immaginatevi dunque una o più di queste città virtuali grandi come il mondo dove tutto e tutti siano a portata di mano in un istante. Fa girare la testa no?
L’unico casino è che dovremo abbandonare il corpo prima o poi per poter godere di questo nuovo stato divino. Il corpo è scomodo. Devi cagare e pisciare e mangiare per tenere in vita il cervello. Ma se ci fosse una macchina a cui attaccarsi? Che ti nutra e ti ripulisca il sangue a intervalli regolari, e chi se ne esce più dalla Matrice?
Vaneggio….
Giugno 26th, 2009 at 14:33
Ma poi la bolletta della Matrice chi la pagherebbe? Questo i Wachowski non lo hanno spiegato…