The Mirror of Love

Sabato mattina sono partito abbastanza presto su uno dei treni della South West verso la stazione di Waterloo. Un vociare continuo di bambini in gita, mentre fuori dal finestrino scorrevano le verdi campagne inglesi, verdi e bianche a causa della neve che è caduta copiosa, domenica e lunedì scorsi. Insieme ad un collega bibliofilo abbiamo assaltato la sede della Foyle’s , in Tottenham Court Road. Il risultato è che ho acquistato un po’ di materiale (A Zombie Survival Guide, di Max Brooks, spassosissimo e terribile, e i Books of Blood di Clive Barker) e un volumetto costoso e prezioso di Alan Moore e Josè Villarubia “The Mirror of Love”. Trattasi di fine poemetto inframezzato da illustrazioni meravigliose, una lode, attraverso i secoli e gli esponenti più celebri di nientemeno che l’amore omosessuale: da Saffo a Wilde e oltre.
Ne riporto un paio di estratti che mi serrano il cuore come in un abbraccio (uno all’inizio, affiancato ad una foto di due esseri dal sesso incerto che si bacano, e l’altro dall’ultima pagina, con a fianco la foto di un cielo inframezzato da nuvole e una luce che potrebbe essere alba o tramonto) :
We gasped
upon Devonian beaches
huddled
under Neolithic stars.
Spat blood
through powdered teeth,
staining each other
as we kissed.
Always we loved.
How could we otherwise,
when you are so like me,
my sweet,
but in a different guise?
…
While life endures we’ll love,
and afterwards,
if what they say it’s true,
I’ll be refused a Heaven
crammed with popes,
policemen, fundamentalists,
and burn instead,
quite happily,
with Sappho, Michelangelo
and you, my love.
I’d burn throughout eternity
with you.
Non ve la traduco questa.