Questa volta è Stoccolma, 5 giorni. Nel bel mezzo di questo inizio autunno si possono credere cose impossibili, io ci riesco facilmente in qualsiasi stagione, ma forse a Settembre (sento nelle orecchie il grande David Sylvian che canta “September’s here again…”, una canzone cui sono particolarmente legato.) , a Settembre dico si può pensare a nuovi inizi, a nuove vite e io torno ragazzo, e lo sarò per sempre, per mia (s)fortuna.
Oggi ero alle Gru e ho incontrato la Stee, un affettuoso saluto, mia cara, magari quando torno si potrebbe fare la famosa pizza di cui avevamo parlato.
Come sempre quando mi tocca partire sento questo blues , questo vago malessere che mi fa desiderare, per un momento, di restare, di non andare più via. Forse un giorno riuscirò a trovare un posto che potrò chiamare casa. A Ottobre inoltre avverrà una cosa per me molto importante, l’incontro con quello che potrebbe essere l’uomo della mia vita. Capirete che mi sto cagando sotto dalla paura, ma forse dovrei cercare di dare il giusto peso alle cose e non porre un niet definitivo ad altri futuri possibili. Di certo sono stanco di questa solitudine, di questa lenta morte. Al ritmo di un pelo bianco, lenta Atropos, maledetta.