Port of Saints

30 Giugno 2008

Bologna Culattona

Archiviato in: Diario — Santo @ 14:45

Ci sono stato, ero con voi, con tutti voi. Sì, è come essere a casa. Mi sentivo come Audrey Carsons davanti al circo de “I ragazzi selvaggi”, mi mancavano solo i pop corn e l’odore di animali. La mia gente, la mia ’specie’. Ho amato essere con tutti voi e per un giorno vedere Bologna svegliarsi Sodoma, nei suoi giardini, nelle piazze assolate, nelle case. Anni fa ricordo a Torino, fu un evento spettacolare, con tutta la gente che scendeva dalle case per veder passare il corteo, questa volta c’eravamo soltanto noi. E questa sensazione l’ho avuta anche dopo, davanti al palco. Non un politico, nessuno di estraneo. In un certo senso sono contento, non per settarismo, ma perchè finalmente si vede che siamo da soli, che è la nostra vita in gioco, la nostra felicità. Se siamo stati lì è perchè abbiamo creduto in qualcosa di grande. Anche se il mondo e i media ci hanno ignorati. Sono d’accordo con l’affermazione di Luxuria, non si dialoga con chi (la Chiesa) per partito preso non ci riconosce neanche il diritto ad esistere (vedasi le varie pseudoscientifiche scuole di ‘cura’ degli omosessuali che loro finanziano). Quindi fanculo alle sottane porporate! Fanculo! Fanculo! Al pride c’erano sottane migliori delle vostre e + colorate!
E tanti sorrisi, a dispetto di tutto, non il vostro becco rancido , inacidito dall’odio. Non le vostre facce di finti agnelli. Dalle orecchie e dal naso vi escono i peli di lupo! Fanculo fanculo ridicoli omunculi tristi e avvelenati dall’odio e dall’interesse!
Quanti ragazzi e ragazze! Il nostro fiume di giovinezza e vita vi spazzerà via, sepolcri imbiancati!
L’unico bloggher che ho incontrato è stato Disorder, con mio sommo piacere! Spero si possa bere una birra assieme quando verrai a Torino.

E ho incontrato e conosciuto anche i personaggi che vedete in foto con me, amici dell’amico che mi ha ospitato.

E dopo il pride ci vorrebbe il Pride Permanente, no non un premio per Franca Leosini, ma un pride che fiorisse tutti i giorni nei nostri cuori, perchè la paura uccide l’anima. Un abbraccio a tutti!

Pride 2008

28 Giugno 2008

Orgoglio e Pregiudizio

Archiviato in: Diario — Santo @ 09:44

Oggi dovrei essere al Pride di Bologna. Ciriciao gente! :)

25 Giugno 2008

Ombre sul trucco

Archiviato in: Diario — Santo @ 22:23

Franca

Un piccolo post per la mia beniamina, Franca Leosini. Franca, seguo le tue trasmissioni sempre con grande affetto. Ci tenevo a farlo sapere al mondo.
Grazie di esistere, Franca!!!

22 Giugno 2008

…ma se è così chissà perché…

Archiviato in: Diario — Santo @ 16:04

Immagino che si aprano dei cicli e si chiudano, con la stessa indifferenza che il cielo mostra nei confronti di una pietra annegata di pioggia. E’ venuto il momento di uscire allo scoperto, di agire, per l’ennesima volta, in virtù di questo terribile demone chiamato amore, rovesciando gli artigli in petto, a stringere , a straziare. Baby, se non va in porto questa volta (per quanto assurdo possa essere pensare anche solo minimamente alla possibilità che funzioni) tutto il resto perderà quel poco di senso che finora sono riuscito a tenerci aggrappato, pietra dopo pietra, passo dopo passo, ogni giorno. Chiuderò gli occhi nel bianco latte del tempo, e non sarò più.

….

Tracce di link scomparsi, conversazioni via email provenienti da hard disk fossili, bit recuperati coi denti e le unghie alla forza dell’oblio. Questa storia si è già svolta, solo una ripetizione. Amare qualcuno a distanza, amare via TCP/IP , che grosso errore. Si incanta il Santo nella fata morgana della Gerusalemme celeste volata sopra a un mezzo culo, come non sorridere? come non pensare che il Santo sia pazzo? Non rimane niente fra le mie mani, se le chiudo, stringo solo aria. Se chiudo gli occhi vedo solo nero. Se riuscissi a sbloccare le lacrime, potrei almeno piangere.

15 Giugno 2008

ci richiudi sopra la bocca e butti giù

Archiviato in: Diario — Santo @ 19:31

Oh che questo letto non sia comodo, forse lo sapevo già. Ma disertarmi così? Il giorno e la notte si susseguono , uguali, senza un cristo di corpo caldo accanto al mio. Lasciate che mi ostracizzi così, pubblicamente e me ne vada in qualche posto morto come morto sono io. La mattina mi alzo e mi guardo allo specchio per qualche secondo cercando di capire. Le occhiaie che si allungano, ogni giorno, questa faccia che è sempre meno giovane, non lo sopporto, non lo sopporto, CAZZO IO NON LO SOPPORTO di morire così ogni giorno sempre di più e senza essere mai stato veramente contento di questa merda. Stanze vuote, piene di fumo, lenzuola sporche, bicchieri macchiati di vino.
La polizia della Realtà tira fuori la paletta e me la schiaffa sul viso.

Questa merda questa merda questa merda. Ci richiudo sopra la bocca e butto giù.

11 Giugno 2008

Mangifera Indica

Archiviato in: Sogni +o- — Santo @ 20:20

Hades

Attraversi due o tre stanze , e sempre corridoi e sempre queste porte col vetro zigrinato un po’ fumè, a quanto pare non se ne esce. Si tratta di un labirinto strutturato come una casa piemontese signorile dell’800. E se prendi le scale puoi perderti nelle cantine, nell’infernotto. Noti un ragno grosso come un gatto di media stazza che lentamente scende giù da una parete e tira su un paio di antenne alla cui sommità si trovano due sfere, come due grossi occhi d’oro. Un momento, pensi, non può essere un ragno, i ragni non hanno antenne. Ma questa roba qui ce le ha, e le due sfere in cima proiettano un fascio di luce sulla parete, come fosse un proiettore (buona idea per un proiettore robotico semovente del 2035). Hai la sensazione che cambi qualcosa, la luce proiettata nel muro si fa lattiginosa, come se fosse un faro puntato contro la nebbia. Poi capisci, è così che viaggiano. Lentamente dalla nebbia sul muro si fanno strada gli dei dell’Acheronte, in lenta parata. C’è puzza di merda e te ne vuoi andare ma non puoi muoverti perchè rimani incantato dall’apparizione, tra lembi di raso nero e braccia e gambe e artigli e parti del corpo che si intostano come fossero dei sessi intelligenti, dei periscopi di carne provvisti di un occhio uretrale.
Hades sorride. La sua chiostra di denti neri riflette forse la luna come in un pozzo di pece.
Se non te la squagli adesso poi dopo non potrai più farlo. Inbocchi la prima porta e sai che fuori, Londra sarà una liberazione, ti daranno pace le eleganti case di Belgravia.
Decidi per la fuga.

Svegliati. Svegliati.

8 Giugno 2008

Ritorno verso la terra

Archiviato in: Diario — Santo @ 10:33

Ieri solito viaggione lungo un giorno, partenza da Copenhagen alle 9:30 e tra cazzi e mazzi, via Amsterdam, giù fino a Malpensa e poi Torino. Orario di arrivo, 20:30. E mi sembra che questa considerazione parli da sola. Sono troppo remoto per questo genere di cose, bisognerebbe vivere in provincia di Varese, in uno di quei villetti da mezzo milione, con le finestre orientate verso il sole.
In Danimarca sono piaciuto così tanto che mi hanno proposto un lavoro, ci penserò ma onestamente a 35 anni, mi conviene sbaraccare tutto e rilocarmi? Se dovessi giudicare da quello che vedo in Italia probabilmente sì. Che futuro posso avere qui? Cerco di non pensarci. Devo concentrarmi per migliorare la mia situazione lavorativa qui e guadagnare più soldi perchè alla fine del mese ci arrivo sempre con difficoltà crescenti e non riesco a far fronte agli imprevisti.

Cosa vi racconto di Copenhagen? Che il tempo è stato bellissimo e un sacco di gente faceva dei barbeque improvvisati, perfino ai bordi dei ponti e in qualunque centimetro quadrato di prato fosse disponibile. Molti punk e gente alternativa in genere. Il quartiere dove avevo l’albergo , di notte, era frequentato da tutta una folla allucinate di puttane negre, tossici, spacciatori ecc ecc.
Mentre ero fuori a fumare si avvicina questa nigeriana con un balcone spaventoso.
- Hello! -
- Hi! -
- You want some company? -
- No thanks -
- Really? I give you good massage -
- You’re very nice, but seriously, no thanks -
- Come on! -
- Please, no, don’t -
Allora si è rivolta a due muratori inglesi, un ragazzetto e un uomo abbastanza anziano sulla 50ina, rovinatissimo. Bevevano birre. Si sono inventati che stavano assieme per poter dare il due di picche alla battona (sic!).

Tutti in pantaloncini e infradito questi danesi! Per loro 5 giorni di sole sono un paradiso che difficilmente noi possiamo quantificare. E invece qui piove e continua a piovere anche mentre scrivo queste righe. Oggi pomeriggio vado a Torino Comics a vedere la premiazione dei cosplayers, spero ci siano tanti ragazzi carini. Mi merito un po’ di relax.

Ichigo Kurosaki carino in carne ed ossa

4 Giugno 2008

Sirenità

Archiviato in: Sogni +o- — Santo @ 18:38

Merboy

Mentre attraverso il ponte su Nørrebrøgade il riverbero del sole sull’acqua del lago mi fa piegare. Saranno i riflessi, la rifrazione dei raggi appena sopra le vorticose spire di cordoni di alghe neri e lunghissimi. Avrò visto bene? Come si apre uno spiraglio il suo volto è lì. Potrebbe essere un ragazzo danese qualunque, i capelli cortissimi, biondi all’inverosimile, gli occhi azzurrissimi. Apre la bocca appena di un centimetro e gli sfuggono due o tre bollicine d’aria. Il suo volo, orizzontale appena sotto la superficie dell’acqua è calmissimo, lento, come fosse una barca rovesciata. Se ne sta a pancia in su e , giustamente, si gode anche lui questo sole meraviglioso. Noto che ha due stelle marine azzurre, piccolissime a copertura dei capezzoli e il suo ventre bianco, piatto, disegnato, rivela venature marmorizzate che fanno pensare all’acquamarina e al colore dei fiordi profondi. E la sua metà inferiore sembra una tuta da ballerino o , assurdità, delle calze a righe lunghissime, fino a metà coscia. Tic , tic , come un segnale, il suo cazzo duro si solleva due o tre volte arrivando a lambire la superficie, dove si creano cerchi concentrici di piccole onde che immediatamente si disperdono.

Penso di correre e di avvicinarmi all’argine, infilare la mia mano in quelle alghe nere e ritirarla via subito dopo , con un mezzo urlo e la bocca sformata, di fronte allo zampillo che esplode dal mio muscolo reciso e all’orrore dell’osso spezzato.

Chiudi gli occhi e dormi.

2 Giugno 2008

Pane e Copenhagen

Archiviato in: Diario — Santo @ 20:43

Lesto lesto , ma non abbastanza da non notarlo, mentre mi dà il resto, il commesso mezzo indiano/turco/negro del Seven Eleven mi rifila una banconota da 100 corone tutta mangiata dai tarli, che ci faccio una figura da pezzente quando la tiro fuori e la uso per comprare una bottiglia di Carlsberg alla reception dell’albergo. Sono queste meschinerie umane che mi fanno passare la voglia di camminare assieme a questi bipedi puzzolenti. Giro l’angolo e una nigeriana mi lancia un bacio con risucchio , qui c’è pieno di puttane. Non è tanto diverso da casa.

Oggi intanto ho cominciato il lavoro, con un po’ di sforzo ma può filare liscia. Faccio una passeggiata c’è pieno di drogati vecchi e rovinatissimi come non ne vedevo da un sacco di tempo, raggiungo una piccola piazza vicino a un museo con delle miniature della città vikinga e ci sono una ventina di cinesi, uomini e donne, totalmente ubriachi attorno a una fontana. Mai vista una roba così. Sembrano barboni avvinazzati , di quelli che si lordano duro duro coi cartoni di vino a 30 centesimi che un tavernello è Champagne della migliore marca.

Intanto all’uscita sinistra della stazione c’è questa musica tamarrissima tipo ricchiepoveri in continuazione, pare che tenga lontani gli arabi e funziona meglio della musica classica. Perchè ci vedo una crudeltà sottile?

Sono io oppure questi paesi nordici non sono tanto paradisiaci? C’è un odio strisciante fra bianchi e negri qui che non te lo immagineresti. Forse è meglio che questi poveracci se ne vadano, e prima fanno meglio è, che in questa stolida europa tira un’aria di merda….

Powered by WordPress