Mangifera Indica

Attraversi due o tre stanze , e sempre corridoi e sempre queste porte col vetro zigrinato un po’ fumè, a quanto pare non se ne esce. Si tratta di un labirinto strutturato come una casa piemontese signorile dell’800. E se prendi le scale puoi perderti nelle cantine, nell’infernotto. Noti un ragno grosso come un gatto di media stazza che lentamente scende giù da una parete e tira su un paio di antenne alla cui sommità si trovano due sfere, come due grossi occhi d’oro. Un momento, pensi, non può essere un ragno, i ragni non hanno antenne. Ma questa roba qui ce le ha, e le due sfere in cima proiettano un fascio di luce sulla parete, come fosse un proiettore (buona idea per un proiettore robotico semovente del 2035). Hai la sensazione che cambi qualcosa, la luce proiettata nel muro si fa lattiginosa, come se fosse un faro puntato contro la nebbia. Poi capisci, è così che viaggiano. Lentamente dalla nebbia sul muro si fanno strada gli dei dell’Acheronte, in lenta parata. C’è puzza di merda e te ne vuoi andare ma non puoi muoverti perchè rimani incantato dall’apparizione, tra lembi di raso nero e braccia e gambe e artigli e parti del corpo che si intostano come fossero dei sessi intelligenti, dei periscopi di carne provvisti di un occhio uretrale.
Hades sorride. La sua chiostra di denti neri riflette forse la luna come in un pozzo di pece.
Se non te la squagli adesso poi dopo non potrai più farlo. Inbocchi la prima porta e sai che fuori, Londra sarà una liberazione, ti daranno pace le eleganti case di Belgravia.
Decidi per la fuga.
Svegliati. Svegliati.
